Cucina

I “Bocconotti” di Montorio al Vomano: breve storia e ricetta

Il suo nome sembra suggerire che si mangi in un sol boccone: è piccolo, ma nasconde un grande segreto. È il bocconotto montoriese, delizioso vanto della pasticceria locale, che sembra risalire ad un tempo molto lontano.

La sua storia comincia tra le vie di Montorio al Vomano, cittadina del Parco Nazionale del Gran Sasso, anche conosciuta come la “porta della montagna” per la sua posizione particolarmente suggestiva.

Qui il bocconotto si prepara seguendo ancora l’antica ricetta. Per la base occorrono: 

6 uova;

6 cucchiai di zucchero;

6 cucchiai di olio d’oliva;

Farina quanto basta per lasciarvi le mani pulite.

Cominciate col separare gli albumi e metteteli da parte per il prossimo dolce. Aggiungete allora sei cucchiai di zucchero e montate le uova finché diventano belle gonfie. Unite l’olio d’oliva, uno per ogni uovo.

La farina si dosa strada facendo: andate avanti a montarla. Potete anche aggiungere della vanillina per aromatizzare l’impasto. Questa è la consistenza finale: più morbida della frolla, ma abbastanza resistente da essere maneggiata.

Lasciatela da parte, e procedete con la preparazione del ripieno. Serviranno:

Confettura d’uva o di ciliegia;

Cioccolato fondente sminuzzato;

Mandorle tostate tritate grossolanamente;

Scorza di limone grattugiata;

Cannella.

Dosate gli ingredienti secondo il vostro gusto. Se serve potete aggiungere un pizzico di zucchero. Dopodiché, procuratevi le giuste formine.

Essendo tipiche del posto, in paese c’è ancora chi le realizza manualmente con materiale di riciclo, come i fogli metallici delle latte d’olio. I fogli vengono ritagliati e pieghettati con l’impiego di una pinza a punta sottile. Possono essere rotonde, ovali o a losanga.

Prima di usarle, dovete ungerle per bene con… abbondante olio d’oliva, una per volta.

A questo punto proseguite col preparare piccole palline di impasto: la base si schiaccia delicatamente con le dita, fino a coprire tutto l’interno della formina. È importante ungersi e dita prima di iniziare, ricordando di scartare l’impasto in eccesso lungo i bordi. Aggiungete finalmente il ripieno.

I bocconotti vanno coperti con uno strato di pasta sottile. Formate nuovamente le palline, schiacciatele con le dita e appoggiatele sulla formina, sigillandole per bene lungo i bordi.

Quando tutti i bocconotti sono pronti, si raccolgono in una teglia a bordo basso e si spolverano di zucchero semolato per ottenere quell’effetto screpolato tipico del bocconotto.

Cuocete in forno già caldo a 170° per 15-20 minuti.

Il bocconotto era un tempo il dolce delle occasioni per importanti e veniva confezionato soprattutto per i matrimoni: doveva essere una bomboniera molto gustosa. Oggi non serve sposarsi per godere di questa delizia: il bocconotto è in grado di soddisfare ogni palato, anche perché se ne possono fare numerose varianti: ad esempio con il cioccolato, con la nocciola, con la fragola, con le mele… e chi più ne ha più ne metta!

Non farete in tempo a provarne uno, che li vorrete tutti quanti!

Ventisette anni e un nome insolito. Ho cominciato a scrivere storie poco più tardi di quando ho cominciato ad ascoltarle, prima da mia madre, poi da mia nonna, poi da chiunque ne avesse una da raccontare.

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