Curiosità

L’origine dei tacchi: quando li mettevano gli uomini

I tacchi sono davvero un accessorio… così femminile? Forse la vostra risposta sarà automaticamente sì, ma vi assicuro che tornando indietro di qualche tempo potrebbe venirvi qualche dubbio. E che le amiate, o state semplicemente cercando di restare in equilibrio sopra uno di questi cosi, è arrivato il momento di chiederci per quale ragione siano effettivamente stati inventati e… soprattutto per chi?



Quando i tacchi li mettevano gli uomini.

Il titolo di questo video è ovviamente provocatorio ma scoprirete da soli anche molto verosimile. Il tacco fu inventato originariamente ad appannaggio esclusivo degli uomini. Era parte di una calzatura molto particolare, con un rialzamento sotto il tallone che assomigliava davvero molto a quelle che usiamo ancora oggi, ma che, a differenza di queste ultime, aveva una funzione ben precisa: serviva per agganciare le staffe e dare ai cavalieri una maggior stabilità in sella. Non era dunque un elemento estetico, ma una vera e propria attrezzeria militare.

Ad inventarlo furono i Persiani nel II secolo d. C.

La loro cavalleria era famosa per tirare con grandi archi direttamente in corsa, e disporre di una calzatura come questa dava agli uomini un bel vantaggio.

L’invenzione giunse in Turchia e poi in Ungheria intorno alla metà del 1300 e soltanto sul finire del XVI secolo comparve anche in Europa. Arrivata forse per caso, la novità del tacco persiano si diffuse rapidamente tra gli aristocratici europei che l’apprezzarono soprattutto per le sue qualità estetiche e probabilmente anche per il fatto che li faceva sembrare più alti. Ma quel che è interessante notare è che soltanto gli uomini, a quest’altezza, erano legittimati ad indossare scarpe di questo genere.

E perché, vi chiederete voi. Domanda legittissimissima.


Guerra, potere e tacco.

Le ragioni sono a mio parere principalmente due. Tanto per cominciare, essendo nata nell’ambito militare, la scarpa “con il tacco” era direttamente associabile con la guerra e di conseguenza non aveva nessunissimo legame con il mondo femminile, perché le donne non andavano in guerra e quel tempo, figuratevi, non cavalcavano neanche con una gamba per ogni lato.

Certo, nel momento in cui giunse in Europa, il tacco perse la sua funzione originaria di “aggancio alle staffe”, perché le condizioni in cui veniva usato non erano ormai molto diverse. Ma comunque questa considerazione ci conduce al punto due sul perché soltanto gli uomini le indossassero.  Proprio perché associati alla guerra e alla cavalleria, i tacchi erano direttamente affiancati ad un’idea di nobiltà, prestigio e potere che non competeva affatto alle donne. Ecco spiegato perché le scarpe col tacco erano “vietate” sia alle donne, sia alle persone di bassa estrazione sociale. Potevano insomma permettersele solo gli uomini ricchi e nobili. Soprattutto, proprio in virtù di tutto questo, i tacchi presto divennero un segno distintivo dei cortigiani e soprattutto dei regnanti.


I tacchi alla corte dei re.

A dare l’esempio fu in realtà una donna. O meglio, esiste una teoria, che purtroppo non mi sento di confermarvi per certa, secondo cui la giovane Caterina del Medici indossasse un paio di scarpe con il tacco in occasione del proprio matrimonio. La giovane sovrana appena quattordicenne doveva infatti essere piuttosto minuta anche per il tempo (“è piccola di statura e magra”, annotava Antonio Soriano) e, sempre stando a questa teoria, avrebbe commissionato un paio di scarpe alte addirittura 10 cm per apparire meno bassa e soprattutto meno giovane di quanto realmente fosse. Ma onestamente lasciatemi dire che a quel tempo era frequente sposarsi a 14 anni, quindi non vedo cosa ci fosse di strano.

In ogni caso, questa teoria o “leggenda” che dir si voglia ci spiega un fatto molto importante: i regnanti amavano i tacchi e li amavano alla follia proprio perché soltanto loro – parliamoci chiaro – potevano permetterseli senza ammazzarsi di lavoro. Ora immaginatevi di zappare la terra con queste scarpe.

Uno dei più famosi re ad apprezzare i tacchi fu Luigi XIV. Forse perché non molto alto o forse perché più semplicemente troppo eccentrico, il Re Sole indossava scarpe dal tacco rosso, che divennero per lui un vero marchio di stile: solo lui e i suoi cortigiani potevano indossarle e il sovrano arrivò a proclamare un editto che ne bandiva l’uso fuori dalla corte di Francia. Ma naturalmente l’editto fu ignorato e versioni oggi diremmo “tarocche” dei famosi tacchi rossi si diffusero ovunque. Nobili di tutta Europa indossavano i tacchi; li portavano persino i bambini. E quel punto, ma solo a quel punto, anche le donne cominciarono timidamente a farne uso.


Il tacco virile.

Era infatti un tempo in cui le donne, nel tentativo di emanciparsi, imitavano gli uomini sotto molti aspetti: cominciavano a fumare, tagliavano i capelli e indossavano cappelli, prediligendo uno stile androgino che, tra le altre cose, prevedeva anche l’uso dei tacchi. Misero quindi i tacchi per sembrare più… maschili.

E fu proprio allora che gli uomini, invece, si decisero a fare un passo indietro. Forse se ragioniamo con la mente di un uomo del Settecento, ci verrebbe da pensare che quell’oggetto, un tempo simbolo di potere, fosse all’improvviso diventato alla portata di tutti, persino delle donne. E ci misero, potremmo dire, il carico gli illuministi che vedevano nel tacco un accessorio troppo effemminato, rappresentante di una moda sciocca ed incipriata, che non sembrava ormai molto attuale. Per cui, sul concludersi del secolo, si tornò alle scarpe basse e il tacco venne… “archiviato”.

Ma quando allora, direte voi, il tacco è diventato un accessorio femminile? Come siamo arrivati ad oggi? E soprattutto: perché, se le cose stanno così, gli uomini oggi i tacchi non li mettono neanche sotto tortura?

Vorrei raccontarvi il seguito della storia, ma voglio trattarlo in modo un po’ più approfondito in un secondo articolo dedicato all’argomento: quando i tacchi li portavano le donne. Vi aspetto tra qualche giorno con il seguito di questa altalenante storia, e intanto lascio a voi la parola: quale pensate che sia la ragione per cui gli uomini oggi non portano i tacchi? È solo una questione… estetica?


Fonti:

http://www.treccani.it/enciclopedia/calzatura/

https://www.abc.net.au/news/2017-11-13/why-do-we-wear-high-heeled-shoes/9135936

https://www.bbc.com/news/magazine-21151350

https://www.bustle.com/articles/126280-a-short-history-of-high-heels-from-ancient-greece-to-carrie-bradshaw

https://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_de%27_Medici

Ventisette anni e un nome insolito. Ho cominciato a scrivere storie poco più tardi di quando ho cominciato ad ascoltarle, prima da mia madre, poi da mia nonna, poi da chiunque ne avesse una da raccontare.

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