Curiosità

Breve storia del bacio

In occasione della festa di San Valentino, oggi vi racconterò una storia… al bacio. Da dove nasce l’atto di baciarsi? Com’è giunto fino a noi? Il suo grande successo sembra suggerire che baciarsi sia un gesto naturale, ma siamo sicuri che sia sempre stato così?



Il bacio è per noi il momento di caduta di ogni barriera. Baciarsi sulla bocca vuol dire oltrepassare una soglia riservata a pochi e il bacio è nella nostra cultura il simbolo più potente dell’amore tra due persone. Tuttavia non è chiaro come sia nato, né chi lo abbia inventato. L’unica cosa che sappiamo è che in origine aveva un significato molto diverso dal nostro.


Perché è nato il bacio: tre teorie sulla sua origine.

Il riassortimento genetico.

Secondo la scienza, la funzione del bacio sarebbe una sola: quella di “selezionare” individui adatti alla nostra riproduzione. Due persone che si baciano si scambiano saliva, e quindi batteri, virus e funghi, il 95% dei quali innocui, ma utili a migliorare le difese immunitarie di chi le riceve. Baciarsi sarebbe per questo una indispensabile operazione di confronto e riassortimento del patrimonio genetico. Gli studiosi ritengono che le donne, durante il bacio, siano inconsciamente in grado di riconoscere e scegliere partner con caratteristiche “chimiche” diverse dalle loro, in modo da riprodurre una prole più adatta alla sopravvivenza.

La pre-masticazione.

Una seconda teoria sulla nascita del bacio è quella della premasticazione. Secondo gli antropologi il bacio deriverebbe dalla pratica diffusa tra le donne primitive di premasticare il cibo dei neonati durante la fase dello svezzamento. Le nostre progenitrici dell’antichità avrebbero cioè masticato e poi passato il cibo ai loro piccoli tramite il contatto delle labbra, così come fanno anche gli uccelli. Forse per questo, secondo Freud, con il bacio riaffiorerebbero ricordi positivi, che trasmettono a chi bacia un profondo senso di sicurezza e fiducia reciproca.

I frutti rossi.

Esiste poi una terza teoria, secondo cui i nostri antenati, dopo aver imparato a riconoscere i frutti rossi per soddisfare la fame, abbiano applicato un procedimento simile nel soddisfare altri appetiti: avrebbero quindi cercato le labbra, la parte del volto con il colore più rossiccio, e le avrebbero baciate. Non so a voi, ma questa mi sembra la teoria meno probabile. Ma va detto che la bocca è uno dei primissimi strumenti con cui i bambini apprendono le cose del mondo: per questo mettono sempre tutto in bocca. Può darsi che l’uomo delle origini abbia fatto la stessa cosa in un momento di reciproca conoscenza attraverso le labbra.


Il bacio d’amore.

Probabilmente è dai tempi dell’uomo di Neanderthal che donne e uomini si baciano. Già in Grecia e Roma questo gesto era stato associato all’amore, e il suo uso si sarebbe diffuso tra l’Europa e l’Asia grazie ad Alessandro Magno. L’Impero romano lo avrebbe poi esportato altrove, ma non in Oriente, dove pare che per secoli sia rimasto sconosciuto o non praticato.

Nella Roma Antica il bacio era così “diffuso”, che se ne distinguevano tre tipi. Il primo, il bacio a “stampo”, a labbra cioè chiuse, si chiamava osculum. Questo era l’unico che le donne potevano scambiare pubblicamente con un uomo; addirittura il suo passaggio era regolato da una legge, lo ius osculi, che obbligava la donna a baciare il marito ogni giorno, e con lui anche i suoi parenti, almeno il giorno in cui faceva la loro conoscenza. La moglie romana insomma “doveva” un bacio sulle labbra a tutti gli uomini della famiglia, fino ai cugini di secondo grado.

La ragione di questa strana consuetudine risaliva all’alba dei tempi ed aveva uno scopo preciso: serviva a controllare se la donna avesse bevuto. Un’antichissima legge romana vietava infatti alle donne di bere vino, perché l’alcol era considerato l’anticamera del tradimento. Così un uomo poteva punire la propria consorte e addirittura ucciderla se scopriva che aveva bevuto. E il modo più facile per farlo era “sentirne” le labbra. Il bacio era insomma un etilometro del tradimento.

I romani conoscevano altri due tipi di bacio: il savium, e cioè il bacio “soave”, quello “alla francese”, che era vietato e sconveniente scambiarsi in pubblico; e il basium, che era invece il bacio affettuoso, riservato ai figli ma anche agli innamorati. Dal momento che indicava in generale vari tipi di bacio, quest’ultimo termine è l’unico ad essere giunto fino a noi.


Il bacio nel medioevo.

Con la caduta dell’Impero Romano, il bacio perse la sua carica erotica, per assumere una connotazione principalmente sacra. Con il cristianesimo si diffuse infatti l’osculum pacis, il “gesto di pace” della messa medioevale, che non era una stretta di mano, ma un bacio. In questo periodo il bacio aveva un forte significato simbolico, che poteva variare a seconda di come veniva scambiato e tra chi. Il bacio sulla bocca, tra uomo e uomo, poteva sancire la pace o suggellare patti, purché chi lo dava e chi lo riceveva fossero persone “pari” tra loro. Un uomo di rango inferiore o un nemico sconfitto, avrebbe baciato un altro uomo non sulle labbra ma sul piede, per simbolizzare sottomissione e pace ritrovata.

Nel medioevo il bacio era un simbolo di unione fraterna anche tra persone dello stesso sesso, un po’ come potrebbe esserlo per noi una stretta di mano. Per questo Giuda bacia Gesù sulla bocca: come a dimostrare l’infrazione di un patto con un forte significato umano e simbolico.


 Il bacio nel matrimonio.

Per molto tempo il bacio non ha rappresentato un aspetto gesto tipico del matrimonio, poiché a quel tempo i matrimoni non erano basati sull’amore coniugale, né tanto meno sull’erotismo: questi erano dei veri e propri contratti tra i genitori degli sposi. In questo contesto, il bacio aveva semmai un solo significato: quello di “firmare” un accordo. In particolare con il bacio sulle labbra si sanciva il baciatico, una consuetudine medievale che permetteva alla donna di ricevere una donazione da parte del futuro marito. Tuttora in alcune parti d’Italia, il “baciatico” è il regalo di fidanzamento che l’uomo fa alla propria ragazza.


Il bacio del male.

Nel medioevo il bacio erotico non era visto di buon occhio. L’amore cavalleresco, che era tipico di quel periodo, era un sentimento tutto interiore e quasi sempre inappagato: per questo il bacio non poteva trovare grande spazio. Le poesie d’amor cortese parlano molto di sguardi d’amore, ma poco di baci appassionati; il famosissimo bacio tra Paolo e Francesca nella Divina Commedia era, potremmo dire, un’eccezione.

Per contro, esisteva nel medioevo il così detto “bacio infame”: un leggendario bacio perverso che le streghe avrebbero riservato al diavolo in occasione dei sabba. Il bacio infame non era scambiato sulla bocca, bensì sulle labbra del “volto nascosto” del diavolo. Ma dove si trovava questo “volto nascosto”?

Era un’idea diffusa a quel tempo che il diavolo avesse due “facce”, una “visibile” e una nascosta sotto la coda, cioè sul posteriore. Era quindi qui che le streghe, e in generale gli eretici, avrebbero “posato” il loro bacio, in un gesto che forse voleva parodiare il bacio sacro della messa. Nella concezione del tempo, anche questo bacio sanciva un’alleanza: quella tra la donna e le forze del male.


Quando il bacio tornò ad essere un simbolo d’amore?

Con il tramonto delle idee medievali, l’arte, soprattutto quella figurativa, cessò di essere puramente sacra. Se la poesia “elevata” continuava a preferire gli amori “sublimi” a quelli “carnali”, almeno la pittura cominciò a dare spazio all’amore fisico, e così ai baci. A partire dal Rinascimento, l’amore smise di essere un atto peccaminoso, e si cominciò, anche nell’arte, a godere dei momenti piacevoli dell’esistenza, della giovinezza e dell’amore. Tra il Seicento e il Settecento, il bacio non era più solo un simbolo di alleanza politica, ma diventava l’espressione della tenerezza e dell’amore galante. Il bacio fu eletto a simbolo d’amore dal Romanticismo, che ne fece una vera icona di culto che è arrivata fino a noi.

Ma fu nel Novecento, con la fotografia e soprattutto con il cinema, che il bacio si diffuse ovunque nel mondo. Il grande successo di Via col vento nel 1939 fu almeno in parte responsabile del proliferare di scena d’amore nei film, e i cartoni animati di quegli anni, come Biancaneve e Cenerentola contribuirono ad associare il bacio al lieto fine di tutte le storie. Quale film oggi non si conclude con un bel bacio d’amore? Questa consuetudine non è scontata, perché prima del Novecento non tutte le storie d’amore terminavano con un bacio. Pensate per esempio al finale di Orgoglio e pregiudizio. Soprattutto non tutte le grandi storie, prima di questo periodo, includevano plot amorosi, mentre oggi quasi tutti i film, quasi tutti i libri, hanno al loro interno almeno una storia d’amore che si conclude con un bacio.


Fonti:

A. Angela, Amore e sesso nell’antica Roma.

https://it.wikipedia.org/wiki/Bacio

https://www.luniversitario.it/2018/04/20/breve-storia-del-bacio/

http://www.guidecampania.com/dellaragione/articolo65/articolo.htm

https://www.wellme.it/psicologia/3883-lorigine-del-bacio

https://it.wikipedia.org/wiki/Baciatico

Ventisette anni e un nome insolito. Ho cominciato a scrivere storie poco più tardi di quando ho cominciato ad ascoltarle, prima da mia madre, poi da mia nonna, poi da chiunque ne avesse una da raccontare.

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