Collaborazioni,  Natura

Fine dell’inverno a Passo San Leonardo

È strano trovarsi a scrivere di un inverno mai iniziato quando la primavera già schiude i fiori sugli alberi di mandorlo.

L’ultima neve, un sottile velo di bianco sulle foglie cadute, si è rivelata soltanto in alta montagna. La prima di questo breve inverno e anche l’unica. Con le sue poche tracce sparse sul terreno come chiazze di glassa, sono apparsi più nitidi i colori della natura. I boschi rosati, il fondale tappezzato d’erba giallastra, i tronchi bruni, e le siepi rossastre.



In fondo al sentiero c’era un tholos di pietra, grigio e scurito dal muschio. Durante gli inverni passati la neve ricopriva queste costruzioni fino a renderle invisibili: collinette artificiali ammantate dal bianco. Oggi sono rimaste allo scoperto, silenziose e ferme nella luce cupa del tardo pomeriggio.  

Forse influenzati dalle ambientazioni dei film o dalle foto su Instagram, siamo abituati a pensare l’inverno con le tinte fredde del bianco e dell’argento, con i verdi scuri degli abeti e il rosso delle bacche. Ma il colore di questa stagione è stato l’ocra, misto di arancio ed oro sporco. Il colore della natura secca, asciutta, priva d’acqua; delle canne lungo le strade, brunite dal sole e asciugate dal vento; il colore delle foglie, congelate nel protendersi di un eterno autunno, a volte mai cadute e ancora tremolanti sui rami.

È un inverno ancora in parte autunno e in parte quasi primavera. Sarà così che dovremmo immaginarlo per i prossimi anni? Niente più candore, solo una natura giallo-bruna con chiazze di cristalli bianchi rappresi qua e là?



Nelle foto: abito di Violor.

Ventisette anni e un nome insolito. Ho cominciato a scrivere storie poco più tardi di quando ho cominciato ad ascoltarle, prima da mia madre, poi da mia nonna, poi da chiunque ne avesse una da raccontare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!