Età Moderna

Tre spaventosi casi di isteria di massa nella storia

L’idea che una paura condivisa possa spargersi in una comunità e dare vita ad una psicosi collettiva ci sembra oggi qualcosa di concreto. Anche grazie ad internet le notizie, i dubbi e le paure viaggiano più velocemente delle epidemie. Ma non si tratta di un fatto nuovo: casi di isteria di massa si sono verificati più volte nel corso della storia, e oggi ne scopriremo tre, quelli che a tutti gli effetti possono essere considerati i più spaventosi casi di isteria di massa della storia.



Isteria di massa: una definizione.

Un evento che al principio può sembrare innocuo, in un contesto particolare, caratterizzato ad esempio da una situazione di forte stress, può trasformarsi in un caso di isteria collettiva. Questo avviene quando gli individui che si trovano a condividere certi spazi e condizioni iniziano a soffrire, apparentemente senza ragione, di malesseri simili. Una sola persona che manifesta un dolore o una paura può condizionare, per effetto di imitazione, tutte le altre, al punto da convincerle che paura e dolore siano comuni.  

Alcune isterie di massa hanno avuto origine da gesti banali, ma le loro conseguenze sono state drammatiche, e per certi versi ancora oggi inspiegabili.


La piaga del ballo del 1518.

A Strasburgo, nel luglio del 1518, una donna, Frau Toffea, cominciò a ballare per strada. Cinque giorni dopo non aveva ancora smesso. Nell’arco di una settimana 34 persone si aggiunsero alla sua danza e in circa un mese i ballerini arrivarono a 400. Si trattava prevalentemente di donne, le quali ballavano senza sosta, notte e giorno, con il rischio di crollare o addirittura morire per attacchi di cuore o sfinimento.

Le autorità cittadine cercarono di frenare questa piaga del ballo assecondandola. Fecero costruire un palco di legno nel cuore della città, dove i ballerini avrebbero potuto danzare liberamente. Incoraggiarono anche danzatori professionisti e musicisti, nella speranza che a lungo a andare il ballo si sarebbe esaurito. Ma il provvedimento fu un disastro: la danza, accompagnata dalla musica, si diffuse come un contagio, trasformando la crisi iniziale in una vera epidemia di massa che investì tutta la città.

Molte persone morirono, estenuate dal ballo forsennato. Le cronache cittadine tacciono sui numeri, ma una fonte del tempo afferma che per un breve periodo, al culmine della psicosi, perirono circa quindici persone al giorno tra uomini, donne e bambini.

Come fu possibile tutto questo?

Anche se sembra strano, le persone che si unirono alla danza e continuarono a ballare per giorni lo fecero in modo involontario. Si contorcevano dal dolore, gridavano aiuto e pregavano misericordia. Probabilmente ad un certo punto entrarono in una sorta di stato di incoscienza, che alterò i loro sensi, aumentando in modo straordinario il loro livello di resistenza, nonostante la stanchezza fisica e il dolore muscolare. Secondo lo storico John Waller, neanche un maratoneta sarebbe potuto resistere così a lungo.

Molto si è dibattuto sulle ragioni di questa strana epidemia. Al tempo ci fu chi parlò di cause soprannaturali, di punizioni divine e inferenze di spiriti maligni, che avrebbero scatenato la loro maledizione sulla città.

Oggi si pensa che l’ergotismo, un’intossicazione alimentare causata dalla segale cornuta, potrebbe essere stata una delle ragioni scatenanti, ma non la sola. La città stava infatti vivendo una forte situazione di stress, dovuta a carestie, al prezzo del pane che continuava a salire e al sopraggiungere di patologie come la sifilide, che andavano ad aggravare le generali condizioni di vita del tempo. Si trattò quindi di una psicosi di massa, non la sola di questo genere ad interessare l’Europa dei quegli anni, ma di certo una delle più gravi.


La grande paura del 1789.

Con la presa della Bastiglia e lo scoppio della Rivoluzione Francese, tra il 20 luglio e il 6 agosto 1789 si diffuse nelle campagne parigine una terribile ondata di panico collettivo, che in pochissimi giorni dilagò in tutta la Francia. La goccia che fece traboccare il vaso fu la notizia che, per ragioni di sicurezza, Parigi avesse allontanato molti mendicanti, disperati e disoccupati, istigati dagli aristocratici a devastare le campagne.

L’allarme passò di villaggio in villaggio. Si sparse la voce che gruppi di briganti e vagabondi fossero sul punto di distruggere i raccolti e ridurre il contado alla fame. Gli aristocratici furono reputati colpevoli di quella che sembrava una vera cospirazione, e il popolo, terrorizzato all’idea di morire di fame, si mobilitò a spargere l’allarme nel più breve tempo possibile.

Partita da cinque o sei centri, questa Grande paura del “complotto” si espanse in tutto il regno. Il passaparola rappresentò il principale mezzo di comunicazione e questo naturalmente favorì il proliferare di notizie false. Si arrivò così a credere che le truppe straniere sarebbero giunte in aiuto agli aristocratici e avrebbero raso al suolo i villaggi, bruciato le città e massacrato la popolazione.

I paesani si armarono e risposero al panico con la violenza. Molti castelli furono presi d’assalto, saccheggiati e dati alle fiamme, ma per fortuna di trattò di un movimento poco sanguinario. Si contarono solo cinque vittime in tutta la Francia.

Come si arrivò ad un tale livello di terrore?

La situazione che la Francia stava vivendo in quegli anni ebbe certamente il suo peso. Il raccolto andato male l’anno prima, il persistere della carestia e della crisi, l’aumento del prezzo del pane e delle imposte favorirono una generale situazione di inquietudine. Da tempo si chiedeva inoltre l’abolizione del sistema feudale che tardava ad arrivare, e questo aumentò l’astio del Terzo Stato nei confronti della nobiltà.

La Grande Paura non interessò soltanto paesani e contadini, ma anche artigiani e parte della borghesia. Si diramò da quella che oggi potremmo definire una “fake-news” e fortunatamente ebbe anche degli effetti positivi, perché alla fine condusse effettivamente all’abolizione del sistema feudale.


Il processo alle streghe di Salem.

Uno dei più spaventosi e incomprensibili casi di isteria collettiva della storia fu il processo alle streghe che ebbe luogo a Salem nel 1692. Nell’inverno di quell’anno, due ragazze del villaggio, Elisabeth Parris e Abigail Williams, iniziarono a comportarsi in modo strano. Si nascondevano, strisciavano sul pavimento, facevano discorsi assurdi e gesti buffi. All’inizio tutto sembrò solo una bizzarria, ma a distanza di un mese cominciò a nascere il sospetto che potesse trattarsi di possessione diabolica e stregoneria.

Le due ragazze furono sottoposte ad interrogatorio e costrette a rivelare i nomi di altre presunte streghe: furono indicate altre tre donne, una schiava, un’anziana inferma e una mendicante. Si istituì allora un tribunale e tutta la comunità venne sottoposta ad interrogatorio. Ne seguirono incarcerazioni e false confessioni estorte con la tortura. In breve tempo il numero delle presunte streghe crebbe, incalzato dal diffondersi del panico e dall’ansia di trovare un colpevole. Donne ma anche uomini furono accusati di stregoneria ad imprigionati.

I processi iniziarono dopo mesi di ricerche ed incarcerazioni preventive. Tra giugno e agosto dodici persone furono condannate e giustiziate per impiccagione. A settembre si aggiunsero altre sette condannati, ed un uomo, sottoposto a tortura, venne schiacciato a morte per essersi rifiutato di parlare. Furono 19 le vittime totali, circa 150 i sospettati imprigionati ed almeno 200 gli uomini e le donne accusate di stregoneria.

Nei mesi in cui si svolsero i processi furono abbandonati i raccolti e il bestiame, si fermarono i mulini e molte altre attività rimasero sospese per la scomparsa dei proprietari, morti o incarcerati, o semplicemente disinteressati al lavoro per il puro piacere di assistere ai processi e alle esecuzioni.

Come fu possibile tutto questo?

A partire dall’isteria delle adolescenti, ritenuta opera del malocchio, la vera isteria di massa si diffuse tra gli abitanti del villaggio e delle comunità vicine, generando una situazione di panico al limite con la follia. Le stesse autorità del tempo condannarono i metodi d’indagine, basati unicamente su sogni, visioni e premonizioni e non su quelle che al tempo venivano considerate “vere prove”.

Oggi si pensa che almeno in parte la responsabilità sia da imputare all’ergotismo, che potrebbe all’origine aver causato il comportamento anomalo delle ragazze. Con la paralisi nel sonno si spiegherebbero strani sintomi come le “possessioni” notturne descritte da molti accusatori. Anche la situazione politico-amministrativa del tempo avrebbe avuto il suo ruolo in tutto questo: il villaggio di Salem si trovava infatti a confine con i territori indigeni e da poco tempo era terminato un lungo scontro armato tra coloni e pellerossa. Alle scorribande degli indiani, si aggiungeva la difficile situazione politica, dato che la colonia era rimasta senza governo per diversi anni.

C’era insomma a Salem il clima di giusto stress per permettere ad un fatto all’apparenza inoffensivo di scatenare una spirale di violenza a dir poco terribile.


Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Isteria_di_massa

https://en.wikipedia.org/wiki/Dancing_plague_of_1518

https://web.archive.org/web/20141108120740/http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(09)60386-X/fulltext

https://en.wikipedia.org/wiki/Great_Fear

http://www.treccani.it/magazine/chiasmo/storia_e_filosofia/Rivoluzione/sgss_rivoluzione_delle_voci.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Processo_alle_streghe_di_Salem

https://en.wikipedia.org/wiki/Salem_witch_trials

Ventisette anni e un nome insolito. Ho cominciato a scrivere storie poco più tardi di quando ho cominciato ad ascoltarle, prima da mia madre, poi da mia nonna, poi da chiunque ne avesse una da raccontare.

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