Medioevo

Nel medioevo la terra era piatta? Dove nasce la grande bugia.

Sarà capitato anche a voi, almeno una volta, di sentir parlare di quel medioevo oscuro, superstizioso ed ignorante in cui gli uomini e le donne credevano che la terra fosse piatta. Lo credevano tutti: persino i dotti, i sapienti, i letterati. Ma siamo sicuri che è andata davvero così? La terra era veramente considerata piatta nel medioevo?



Tra le idee oscurantiste e retrograde, che avvalorano la nostra visione di un medioevo cinematografico e cupo, un posto di rilievo spetta alla rappresentazione bidimensionale della terra. I nostri predecessori medievali, evidentemente troppo tardi per ragionare, sarebbero tornati indietro, prima dell’Antica Roma, prima di Aristotele e Platone, ad immaginare il pianeta come un disco piatto che galleggiava sull’acqua, conservando questa convinzione per oltre un migliaio di anni.

Questa raffigurazione del medioevo è in realtà falsa. La deduzione che la terra fosse sferica risaliva infatti al VI secolo a. C., e a filosofi come Pitagora e Parmenide, che la intuirono per primi. Della sfericità della terra parlò Aristotele, che si servì di osservazioni empiriche per dimostrarla; ne parlò Platone, e naturalmente Tolomeo, che la situò al centro dell’universo. Pur sopravvivendo dubbi in alcuni filosofi come Epicuro o Democrito, tutta l’antichità successiva al V secolo accettò il fatto, e così questo sopravvisse alla caduta dell’Impero, ripresentandosi nella società medievale, che non lo mise mai davvero in discussione.

Tutti gli studiosi medievali sapevano che la terra era sferica. Lo sapeva anche Dante, che attraversa il cono dell’Inferno per riuscire dall’altra parte, dove non casualmente le costellazioni in cielo hanno forme sconosciute. Persino l’iconografia medievale riconosceva la sfericità della terra. Dio e gli imperatori erano infatti spesso raffigurati con un globo nella mano, un globo che simbolizzava il loro potere sul mondo e sulle persone. Tutti, o quasi tutti, sapevano che quel globo rappresentava la terra.

Nel complesso la società medievale era meno oscurantista di come la immaginiamo: i dotti avevano piena fiducia nel ragionamento umano, che era uno strumento privilegiato per comprendere le cose del mondo. I medievali, anche senza mezzi e metodo scientifico, s’interrogavano e ragionavano sui concetti, anche su quelli che derivavano dall’antichità.

Non bisogna infatti pensare che in seguito alla caduta dell’Impero romano la cultura classica sia stata rigettata in blocco, anzi: nell’interpretazione del tempo non vi fu alcuna cesura con il mondo antico: la presenza della Chiesa non negò le conoscenze che venivano dal passato, in campo medico come quello astronomico, ma si limitò ad interpretarle secondo il “nuovo” pensiero cristiano. Gli autori antichi furono poi tenuti in grande considerazione, i loro testi vennero letti, copiati e tramandati. Le idee, anche se frutto di una realtà pagana, non smisero di circolare.

Beda il Venerabile, monaco cristiano vissuto in Inghilterra tra il VII e l’VIII secolo, scrisse chiaramente che la terra era una sfera posta al centro dell’universo: la sua forma era rotonda, non come uno scudo, ma come una palla, con una rotondità perfetta su tutti i lati. Il monaco, nel suo famoso libro De temporum ratione, usò questo fatto per spiegare la diversa durata dei giorni tra le estati e gli inverni.

Pochi secoli dopo, anche Ildegarda da Bingen raffigurò la terra con una forma sferica e di sfericità della terra parlò Giovanni Sacrobosco tra il XII e il XIII secolo, nel suo Tractatus De Sphaera. Tenete conto che questi libri erano al tempo, almeno in ambito dotto, molto conosciuti: il manoscritto di Beda fu copiato e conservato in molti conventi; il trattato di Sacrobosco era un testo standard delle università medievali e fu ristampato oltre venticinque volte in trent’anni subito dopo l’invenzione della stampa.

Rappresentazione della terra di Hildegerd von Bingen.

È quindi chiaro che chi era interessato all’argomento sapeva che la terra era rotonda. Mi riferisco agli studiosi, ai dotti, ai sacerdoti, e quasi certamente ai navigatori, che conoscevano il cielo e sapevano, ad esempio, che attraversando il mediterraneo la posizione delle stelle mutava. Considerate che l’astronomia, materia del Quadrivio, era conosciuta nel medioevo, tanto da essere insegnata a scuola. Ed esisteva un solo fatto in grado di spiegare il movimento degli astri nel cielo: che la terra fosse rotonda.

Dove nasce allora il falso storico della terra piatta? Perché a lungo si è creduto che nel medioevo fosse questa l’ideologia dominante?


L’evoluzionismo e la terra piatta: le idee ottocentesche sul medioevo.

Come dicevano all’inizio, è facile ancora oggi cadere nella trappola del medioevo oscuro: questo mito duro a morire nacque probabilmente nell’Ottocento, in concomitanza con lo svilupparsi del pensiero laico e delle teorie evoluzioniste. Nel tentativo di frenare le confessioni religiose come quella cristiana, che era fortemente legata al creazionismo, si diffuse l’idea che il mondo medievale, imbevuto di dogmi cristiani, fosse basato su interpretazioni completamente errate della realtà, come appunto quella della terra piatta. Si cercò insomma di dimostrare che, come si era sbagliata sulla sfericità della terra, la Chiesa posse sbagliarsi anche sull’origine delle specie.

Per sostenere questa tesi furono sfruttati autori cristiani che avevano interpretato il mondo partendo dalla lettura della Bibbia, dove non si parla mai chiaramente della forma della terra, ma si accenna ai “quattro angoli” della stessa.

È vero del resto che alcuni autori cristiani abbiano cercato di giustificare letteralmente queste parole, immaginando che la terra fosse quadrata o rettangolare, ma è vero anche che si trattò dei primi cristiani, persone che vivevano le persecuzioni e che avevano naturalmente un atteggiamento ostile verso la cultura dominante del tempo, quella romana. Questi primi cristiani, vissuti non nel medioevo, ma nella tarda antichità, arrivarono effettivamente a credere che la terra fosse piatta e lo fecero per reazione ad un mondo verso il quale si opponevano totalmente, un mondo per loro di false credenze e falsi dei. Quando l’Impero romano crollò e l’ideologia cristiana divenne dominante, furono pochissimi quelli che continuarono a sostenere teorie come questa, che evidentemente già al tempo suonavano imbarazzanti.

Tra le rappresentazioni della terra piatta oggi più conosciute c’è quella di Cosma Indocopleuste (VI secolo), che, nel suo libro Topografia cristiana, immaginò il cosmo in forma di tabernacolo: la terra era un pavimento rettangolare, sormontato da una volta ad arco, che rappresentava il cielo. Al centro di tutto si trovava una montagna grandissima e invalicabile, attorno a cui si muoveva il sole, creando l’illusione del giorno e della notte.

Per molto tempo si è creduto che questa teoria abbia dominato il medioevo fino alla scoperta dell’America. Si trattò tuttavia di un falso storico: il libro di Cosma era scritto in greco, una lingua poco diffusa nel medioevo cristiano, e fu reso noto al mondo occidentale solo dopo il Settecento (tuttora esistono al mondo solo tre manoscritti che la tramandano, troppo pochi per confermare la sua presunta diffusione). È quindi plausibile che nessun autore medievale lo conoscesse.


Le piatte mappe del medioevo.

Un’altra tesi usata per giustificare il concetto di terra piatta nel medioevo è legata alla rappresentazione cartografica di quel tempo. Le mappe medievale disegnavano il mondo in modo… piatto. La più diffusa era al tempo quella della terra a forma di T, con il semicerchio superiore che rappresenta l’Asia e i due quarti di cerchio laterali che sono rispettivamente l’Europa e l’Africa, e il mare tutt’attorno.

In altri casi le mappe affiancavano raffigurazioni approssimative o simboliche dei territori, che non tenevano conto delle forme o delle reali somiglianze geografiche, e risultavano per questo piatte.

Ma basterebbe aprire un nostro atlante per scoprire che anche le nostre mappe sono piatte. Per quanto ci sforziamo infatti di disegnare i planisferi che assomigliano alla forma della terra, anche questi risultano bidimensionali. Un uomo del futuro potrebbe guardarli e dire: to’, ma questi pensavano che la terra era piatta?

Nel medioevo non c’era sufficiente conoscenza del mondo per disegnarlo correttamente, né c’erano i mezzi tecnici per farlo, per cui si sfruttavano forme ingenue e convenzionali, che a noi oggi sembrano naturalmente piatte. E dobbiamo anche considerare che le mappe avevano soprattutto significati simbolici, che non rappresentavano il mondo non solo geograficamente ma allegoricamente, con tutti i significati religiosi e politici che questo poteva avere.


L’eroismo di Cristoforo Colombo.

Per concludere, non si può parlare di “terra piatta” senza menzionare Cristoforo Colombo, che ha rappresentato il punto di arrivo e di svolta di tutto il falso mito della terra piatta nel medioevo. Ancora oggi su molti libri di storia, Colombo è indicato l’uomo della ragione, che contro le tenebre dell’ignoranza medievale comprese per primo che la terra era rotonda. È infatti idea comune che Colombo volesse raggiungere le Indie circumnavigando l’Atlantico per dimostrare a tutti la sfericità del globo, e che a lungo i dotti di Salamanca, rappresentanti di un potere arcaico e cieco, gli avessero negato l’impresa.

In realtà non andò esattamente così. Colombo sapeva perfettamente che la terra era rotonda, come lo sapevano i presunti “dotti” di Salamanca e la regina Isabella; ma pensò di raggiungere l’India passando dall’Atlantico per ragioni di altro tipo: era quello un tempo in cui si facevano grossi affari con la vendita delle spezie orientali. Queste però provenivano in gran parte dall’India ed avevano costi di trasporto esorbitanti. A Colombo venne allora un’idea: raggiungere l’India non via terra, che era estremamente costoso, ma via mare, circumnavigando l’Atlantico. Dato che la terra era rotonda, prima o poi sarebbe arrivato.

Per questo la regina Isabella concesse a Colombo il suo appoggio. Non perché volveva dimostrare un’idea, ma perché dietro c’erano scopi politici e commerciali molto più profondi. Probabilmente nessun regnante a quel tempo avrebbe finanziato un’impresa così costosa solo in virtù del progresso umano. Molto triste, lo so.

Il mito di Colombo nacque nell’Ottocento, sostenuto da un famoso autore americano, Washington Irving – che tra le altre cose ha scritto La leggenda di Sleepy Hollow; Irwing pubblicò nel 1828 La storia della vita e dei viaggi di Cristoforo Colombo (A History of the Life and Voyages of Cristopher Columbus), una biografia che solo in parte rifletteva la realtà. Mancando infatti molte fonti sull’argomento, Irving inventò di sana pianta alcuni parti della storia, come quella che Colombo sarebbe partito per dimostrare che la terra era appunto rotonda.


Precisazioni.

Si potrebbe obiettare che nel medioevo non tutti sapessero che la terra era tonda. Per esempio: forse i contadini pensavano che la terra era piatta; o ai non acculturati, che non avevano studiato sui libri, forse questa nozione mancava. Ma è verosimile pensare che molti di loro non avessero un pensiero a riguardo: non si ponevano proprio il problema.

Del resto anche oggi ci sono persone che credono che la terra sia piatta, ma non per questo possiamo considerare l’opinione di alcuni un pensiero dominante.


Fonti:

U. Eco, Storia delle terre e dei luoghi leggendari.

http://www.treccani.it/enciclopedia/la-scienza-bizantina-e-latina-prima-dell-influsso-della-scienza-araba-immagini-della-natura_%28Storia-della-Scienza%29/

https://it.wikipedia.org/wiki/Terra_piatta

https://it.wikipedia.org/wiki/Sfericit%C3%A0_della_Terra

http://www.treccani.it/enciclopedia/cosma-indicopleuste_%28Enciclopedia-Italiana%29/

https://it.wikipedia.org/wiki/Viaggi_di_Cristoforo_Colombo

https://books.google.it/books?id=V0i3w-c9__cC&printsec=frontcover&source=gbs_ViewAPI&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mistero_di_Sleepy_Hollow

Ventisette anni e un nome insolito. Ho cominciato a scrivere storie poco più tardi di quando ho cominciato ad ascoltarle, prima da mia madre, poi da mia nonna, poi da chiunque ne avesse una da raccontare.

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