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Ciao, {name}
Come stai vivendo l’inizio di questa capricciosa primavera? Scrivo col vento che picchia e ulula contro le finestre e sento, come sempre più spesso in questi mesi, che la notte stia diventando una confidente e l’oscurità una cara “vecchia amica”: sono banale, lo so, ma raccontare al buio, con le candele accese – causa blackout, per due volte di fila in questo mese – è stato stimolante, oltre che divertente.
Unico rimorso? Non aver avuto abbastanza tempo. |
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Rincorrere i progetti.
Hai presente Buz Lightyear e il suo “verso l’infinito… e oltre”?
Ecco, è il mood con cui comincio tutti i progetti (me l’hanno detto spesso che sono “ipercinetica”, e qualunque cosa voglia dire temo che sia vero). In altre parole direi che parto sempre in quarta, se non in quinta. Tuttavia raramente arrivo oltre l’infinito. Spesso il tempo mi frena (vorrei giornate da 42 ore, se possibile, grazie), e a volte purtroppo mi frenano anche i blocchi, soprattutto nella scrittura dei pezzi di “raccordo”, che da sempre per me sono i più difficili. |
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Capitolo 19: tra le stelle e i ghiacci.
Innanzitutto perché scrivere di stagioni diverse da quelle che si sta vivendo non è facile. E poi perché tutti, Stephen King compreso, suggeriscono di mettere giù la prima stesura senza mai rileggere, ma a me piace fare il bastian contrario: non ci riesco proprio a proseguire se sento che qualcosa di quello che ho scritto non mi convince.
Così ho perso giorni a revisionare lo stesso incipit che non sentivo mio, finché non ne è uscita una versione soddisfacente. È stato un difficile capitolo 19.
Ti fa strano, {name}, 19, considerando che il mese scorso ho terminato col 15. Ma c’era in mezzo il famoso “blocco del presente”, che ho già scritto. Ho parlato dei “blocchi” in una delle prime newsletter, ma eccotene un riepilogo in caso l’avessi persa: il romanzo che sto scrivendo è diviso in due parti, presente e passato, e i capitoli sono raccolti in “blocchi” che si alternano: generalmente 3-4 capitoli per blocco. Ho finito di scrivere la parte del presente, mentre sto lavorando al “terzo blocco” del passato. Non esitare a scrivermi se vuoi saperne di più! |
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E quindi uscimmo a riveder le stelle.
Dopo un marzo che il Dantedì mi ha convinto a dedicare per intero all’Oltretomba, aprile non poteva che essere il mese del ritorno sotto la volta celeste, una volta stellata: noi come Dante, che uscì “a riveder le stelle”.
Gli antichi scrissero molte storie sul cielo (o “nel cielo” si potrebbe dire): miti di eroi, miti di animali, miti di divinità, che per grandi imprese o per sorti sfortunate, furono cristallizzati nel cielo in forma di costellazione. |
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ORARI DI APRILE |
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Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 21:00
Bonus: Domenica ore 21:00 |
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A proposito, forse non sapevi che…
“Scrivere” il cielo.
La rappresentazione più antica che possediamo del cielo notturno è il Disco di Nebra: una lastra di metallo con applicazioni d’oro risalente all’età del bronzo. Gli studiosi credono che rappresenti il Sole e la Luna o la Luna in due diverse fasi (le applicazioni più grandi) e un gruppo di stelle (le sette vicine), presumibilmente le Pleiadi. Non si sa bene quale scopo avesse, ma l’ipotesi più accreditata è che servisse a ricordare il periodo più adatto ai lavori agricoli: quello compreso tra la metà di marzo e la metà di ottobre, durante il quale, nel neolitico, le Pleiadi erano visibili all’orizzonte poco prima del tramonto.
“Quando le Pleiadi figlie di Altante si levano nel cielo” scriveva Esiodo in Le opere e i gioni, “inizia a mietere, e comincia ad arare quando tramontano.” |
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Un mucchio di salme reali ci sta guardando.
Lo diceva Simba, sdraiato sotto la volta di una notte stellata. Se quelle nel cielo per Pumba sono “masse gassose che bruciano a miliardi di chilometri di distanza” e per Timon “lucciole che sono rimaste attaccate a quell’enorme cosa nero-bluastra”, l’ultima parola ce l’ha lui, il Re Leone, a cui qualcuno una volta ha detto che “i grandi re del passato ci guardano e ci proteggono da lassù".
L’invenzione non è di Walt Disney: già gli Antichi, migliaia di anni fa, guardavano il cielo e vedevano nelle stelle i loro antenati defunti. Sembrerebbe che Pitagora per primo abbia percepito nel moto delle stelle un “fluire eterno di anime” (T. Braccini) in viaggio tra un mondo e l’altro e similmente avrebbe fatto Platone, cercando il suo aldilà nelle vastità del cielo piuttosto che nelle profondità della terra. |
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A star is born.
Dai re agli eroi, “Hercules” appone nel firmamento hollywoodiano la sagoma brillante del biondo “megafusto”, e per una volta ci azzecca: esiste davvero una costellazione dedicata a Eracle, ed è la quinta più estesa che si conosca.
Egualmente fu per Pegaso, il cavallo alato col “cervello da uccello”. I due però non appartengono allo stesso mito. Pegaso era infatti il destriero di Bellerofonte, l’eroe uccisore di mostri numero uno al mondo prima che Eracle gli soffiasse il primato. |
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Dalle stelle alla White Star Line.
Verso le stelle, si potrebbe dire, era proiettato anche l’RMS Titanic, il più grande transatlantico del suo tempo, che nell’aprile di 112 anni fa intraprese il suo primo e unico viaggio mai arrivato a conclusione.
Quella del Titanic è una storia che per la sua tragicità ci affascina tutti: è stato il simbolo di un mondo che si credeva “inaffondabile”; la creazione più sfavillante e sincera di una società dorata, di un’epoca fatta di illusioni e sogni in corsa a velocità folle verso una crescita che si credeva sarebbe durata per sempre.
Cosa potrebbe raccontare meglio l’arroganza umana? Lo scontro eterno tra natura e umanità, tra sviluppo e declino, tra ricchezza e sostenibilità? |
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Contenuti in arrivo.
Di tutti questi argomenti riparleremo durante il mese di aprile: dai miti delle stelle, alle anime nel cielo, al tragico finale del transatlantico che tutti, ai suoi tempi e dopo, hanno considerato la “nave delle meraviglie”.
A proposito del RMS Titanic: in occasione del 110° anniversario dall’affondamento, nel 2022, ho dedicato alla vicenda un video in due parti, uscite sul mio canale YouTube, in collaborazione con Rossella Lorenzo. Se vuoi recuperarle le trovi qui: |
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Due libri consigliati.
Sulle stelle... |
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Il libro mi è stato regalato per una collaborazione*, ma l’ho trovato così interessante che non potevo non consigliarlo! Scritto e raccontato in mondo impeccabile, e al contempo attuale, con un linguaggio agevole e comprensibile, narra le vicende del cielo a partire dalle costellazioni che lo compongono: uno o più miti per ogni costellazione, il tutto corredato da immagini a colori (dipinti e rappresentazioni “antiche” delle stelle). L’autore del libro, Giulio Guidorizzi, è stato professore ordinario presso l’Università degli Studi di Torino ed è autore di numerosi saggi sul tema mitologico, tra cui Ulisse. L’ultimo degli eroi, Il grande racconto della guerra di Troia e Olimpo. Le grandi avventure degli dèi e degli eroi.
*Nella collaborazione non era inclusa la newsletter, quindi la scelta di consigliarlo è stata fatta solo sulla base di un interesse reale. |
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Massimo Polidoro non ha bisogno di presentazione: noto soprattutto per il suo debunking di notizie false e complottistiche, ha dedicato al RMS Titanic un’opera che è per metà narrativa per metà storica, Titanic. Un viaggio che non dimenticherete, dove ci presenta il transatlantico, fin dalla sua partenza nel porto di Southampton, attraverso i numerosi personaggi storici che lo animarono e che vi saranno famigliari se avete guardato Titanic di James Cameron. Il libro è scorrevole e ricco d’informazioni; vi farà scoprire che la pellicola del 1997 ha detto la verità su molte cose e che, per quanto sul RMS Titanic abbiano circolato storie incredibili (e incredibilmente false), nessuna fu più incredibile di ciò che accadde davvero. |
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Ti ringrazio per avermi letta fin qui.
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