• Medioevo

    Gli ospedali nel medioevo: curiosità e stranezze sui luoghi di cura del passato

    Luoghi che nei nostri ricordi hanno l’odore del disinfettante e il suono ovattato di pantofole e ruote di gomma, nel tempo di questa storia conservano caratteristiche del tutto diverse. È appena il tramonto, e in una grande stanza che riecheggia di lamenti s’intravedono a stento i volti degli ammalati. L’odore è quello acre dei pavimenti sporchi, della pelle sudata e dei liquidi corporei, di lenzuola logore. Non c’è il linoleum a terra, né monitor che lampeggiano. Questo è un ospedale del passato, e molte cose sono diverse da ciò che conosciamo. A volte diamo per scontato certe conquiste del nostro tempo, come se queste fossero sempre esistite. Ma non è…

  • Natura

    La prima neve di primavera

    Quando ci siamo svegliati, questa mattina, nevicava: la prima nevicata dell’anno, il 24 marzo. Uscire con l’ombrello nel recinto di casa, affondando nella neve fitta fitta che copre l’erba e le margherite, fa uno strano effetto. In questa primavera che è arrivata in anticipo, anomala per il caldo e poi per il silenzio, per l’impossibilità di uscire, la neve non è che l’ennesima stranezza di un clima impazzito, confuso, imprevedibile. Tutti gli alberi sono già fioriti. Il mandorlo, pioniere nel risveglio dall’inverno, è già coperto di foglie, e piccole mandorle acerbe ne tempestano i rami. Sotto il ticchettio morbido della neve resta immobile, quasi stupito. L’albero di susine, già verde,…

  • Natura

    Ultime foto nella natura: quando tutto sembrava solo normale

    Sembrava tutto così normale quattordici giorni fa. La primavera era nel pieno delle fioriture, un po’ in anticipo per il caldo inaspettato. Il cielo si copriva a tratti (qualche ora dopo, lungo la strada, avrebbe piovuto) e il rumore delle macchine riecheggiava al di là dei rovi. Le persone erano uscite a passeggiare e a correre. Da questo scampolo di terreno, chiuso dall’asfalto su entrambi i lati, anche coperti dalle canne ormai secche, ci sembrava di essere costantemente al centro dell’attenzione: chiunque passava lanciava uno sguardo – le persone sono sempre curiose di vedere qualcuno che scatta foto, specialmente in mezzo ai fiori. Faceva fresco, nonostante le maniche di camicia,…

  • Attualità

    L’umanità di gregge: quando la produttività diventa più importante

    Non ho letto l’originale inglese della frase di Boris Johnson, in cui il Primo Ministro inglese si augurava il «raggiungimento dell’immunità di gregge attraverso l’infezione del 60% degli abitanti del Regno Unito» e supponeva che la popolazione avrebbe dovuto «abituarsi a perdere i propri cari», quindi mi riservo il dubbio di immaginare (sperare?) che si tratti di una traduzione sciatta e acchiappaclick. Quella frase però terribile, presuntuosa e vanitosamente provocatoria, ci permette di andare più a fondo su un tema di cui sarebbe il caso iniziare a parlare: quello del rapporto tra civiltà, cultura e produttività. I tanti giovani fuggiti dai loro borghi del Sud Italia, per ritrovarsi in appartamenti…

  • Età Moderna

    Triste verità sulla colonna infame: chi erano davvero gli untori

    Questa storia inizia in una Milano piovigginosa e buia, poco prima dell’alba, quando una donna, Caterina Rosa, si affaccia per caso ad una finestra e scorge in strada un uomo avvolto in una cappa nera, col cappello sugli occhi e un taccuino in mano. Sopra questo, affermerà lei in seguito, l’uomo pare scrivere e, procedendo rasente i muri, fiora le case una dietro l’altra. È «l’untore» della peste, l’uomo che nel 21 giugno 1630 si trovava sciaguratamente a passare, con la pioggia, sotto i cordoli dei tetti di Milano. Il primo a parlare della Colonna Infame fu Alessandro Manzoni. Scommetto che lo conoscete, perché pure contro voglia qualcuno vi avrà…

  • Letteratura

    Due consigli di lettura post-psicosi

    Se la psicosi da coronavirus vi ha rinchiusi in casa e vi siete legittimamente stufati di scorrere la home dei vari social network che non fanno altro che ricordarvi che lì fuori c’è il coronavirus, ecco due libri che vi ricorderanno che lì fuori c’è il coronavirus, ma con l’autorevolezza dei veri scrittori. Vuoi mettere. Il Libro Scientifico con cui farvi gli splendidi al bar. Spillover di David Quammen: libro recentissimo e recentemente ristampato (e già esaurito) da Adelphi, ci aiuta a capire, spiegando con molta perizia e altrettanta pazienza per noi comuni mortali, che discettiamo di infettivologia e virologia al bar ma non avremmo mai passato il test di…

  • Età Moderna

    Tre spaventosi casi di isteria di massa nella storia

    L’idea che una paura condivisa possa spargersi in una comunità e dare vita ad una psicosi collettiva ci sembra oggi qualcosa di concreto. Anche grazie ad internet le notizie, i dubbi e le paure viaggiano più velocemente delle epidemie. Ma non si tratta di un fatto nuovo: casi di isteria di massa si sono verificati più volte nel corso della storia, e oggi ne scopriremo tre, quelli che a tutti gli effetti possono essere considerati i più spaventosi casi di isteria di massa della storia. Isteria di massa: una definizione. Un evento che al principio può sembrare innocuo, in un contesto particolare, caratterizzato ad esempio da una situazione di forte…

  • Personaggi

    Mary “Tifoide”: l’untore più famoso della storia

    In tempi di epidemie, la narrazione è una delle attività umane che più di tutte allontana la paura. Senza scomodare Boccaccio e il suo Decameron, non c’è niente di meglio di una storia sulle malattie per farsi passare la paura. Valli a capire, questi esseri umani. Questa è la storia di un untore vero, un untore pericolosissimo perché ignaro prima, e insano poi. La portatrice “insana”. Mary Mallon nasce a Cookstown, in Irlanda, nel 1869. Ancora ragazzina, emigra negli Stati Uniti, alla maniera dei tantissimi che sbarcarono su quelle coste dalle colline irlandesi (e che nei film di Scorsese sono sempre gli antenati di Leonardo Di Caprio). Inizia molto presto…

  • Attualità

    Che ne sarà di noi dopo la quarantena?

    Uno degli argomenti di conversazione preferiti della nostra ipercinetica società è: “come si vivrà in quarantena?”. Pascal diceva che l’uomo è infelice perché non sa starsene da solo seduto nella sua stanza, e qualcuno ha scritto citando questa frase che non c’è niente di male a starsene seduti buoni e zitti per una quindicina di giorni. Tralasciando le battute più o meno becere su mariti che si rilassano a casa lontano da lavoro, moglie e figli e che si godono la tv via cavo in calzini di spugna e canotta per quindici giorni (meglio il virus, suvvia), la quarantena ha avuto il merito, forse l’unico considerando il disastro che ciò…

  • Collaborazioni,  Natura

    Fine dell’inverno a Passo San Leonardo

    È strano trovarsi a scrivere di un inverno mai iniziato quando la primavera già schiude i fiori sugli alberi di mandorlo. L’ultima neve, un sottile velo di bianco sulle foglie cadute, si è rivelata soltanto in alta montagna. La prima di questo breve inverno e anche l’unica. Con le sue poche tracce sparse sul terreno come chiazze di glassa, sono apparsi più nitidi i colori della natura. I boschi rosati, il fondale tappezzato d’erba giallastra, i tronchi bruni, e le siepi rossastre. In fondo al sentiero c’era un tholos di pietra, grigio e scurito dal muschio. Durante gli inverni passati la neve ricopriva queste costruzioni fino a renderle invisibili: collinette…

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