• Collaborazioni,  Novecento

    Viaggio nei manicomi del passato: crudeltà, abusi e spaventose pseudo-cure

    Oggi si chiamano “ospedali psichiatrici”, ma a lungo sono stati conosciuti come manicomi, riformatori o “asili per lunatici”. La storia dei manicomi del passato è drammatica e cruenta. Sin dal medioevo l’uomo ha sentito la necessità di isolare alcuni individui considerati strani, “anormali” e a tratti pericolosi. I primi esempio di “allontanamento” forzato – perché sempre di forzatamente avveniva – risalgono al medioevo, quando i “matti” si rinchiudevano nei monasteri o nelle torri. Per lungo tempo la custodia di questi individui fu delegata alle istituzioni ecclesiastiche, o alle parrocchie, e solo dopo il Settecento si cominciò a pensare ad ambienti speciali, regolati dagli enti statali. Nell’Ottocento, stati come l’Inghilterra e…

  • Attualità

    La scuola dopo il Covid-19: se l’errore c’è, dov’è?

    L’ultima è di meno di 24 ore fa: “abbiamo sviluppato un software che misura le dimensioni delle aule scolastiche”. Prescindendo da quel “abbiamo”, nemmeno avesse partecipato di persona, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sembra essersi dimenticata dell’esistenza delle planimetrie, che saranno anche cartacee, analogiche e vetuste, come ama ripetere, ma ci sono da decenni. La propensione della ministra alle gaffes ricorda una sua illustre predecessora, Maria Stella Gelmini con il suo “tunnel di neutrini” (sic!) che passava sotto al Gran Sasso. Per tacere poi della confusione che hanno generato le sue intempestive dichiarazioni sul reclutamento docenti nei prossimi anni. In pieno lockdown, la ministra è apparsa in TV a fianco…

  • Collaborazioni,  Novecento,  Personaggi

    Robert Capa: 3 foto che hanno fatto la storia

    Robert Capa fu un fotografo ungherese, uno dei più importanti e famosi fotografi bellici della storia. Con i suoi scatti ha immortalato la guerra civile spagnola, la seconda guerra sino-giapponese, la guerra arabo-israeliana, la prima guerra d’Indocina e naturalmente la Seconda Guerra mondiale. Il suo vero nome era Endre Erno Friendmann. Ebreo di nascita, emigrato in Spagna come fotografo freelance, inventa lo pseudonimo quasi per gioco. Il marchio “Capa-Taro”, quest’ultimo il cognome della sua compagna che lavorava con lui, divenne molto famoso. Ma perché cambiare nome? I due pensarono che il vero nome di Friendmann fosse poco famigliare in Spagna e la loro fu una buona intuizione: i due riuscirono…

  • Attualità

    Un libro lo legge chi lo compra, non chi lo vende

    Dal 25 Marzo in poi chiunque metta in vendita dei prodotti editoriali in forma di libro non potrà applicare al prezzo di copertina uno sconto maggiore del 5%. La norma è stata salutata con grida di giubilo da più o meno tutte le parti coinvolte nella sezione vendita del prodotto: le librerie, sia di catena che indipendenti, la Confesercenti e diversi sindacati. La norma è esplicitamente intesa a salvaguardare la vendita fisica dei libri, e di riflesso tutti gli operatori del settore. La concorrenza di Amazon, che può contare su impressionanti volumi di vendita e manodopera a bassissimo costo, quando non meccanizzata, stava schiacciando in particolare i librai, sia di…

  • Attualità

    Prendersi cura al contrario: accudimento e amore in quarantena

    La nostra società considera il tempo come il bene più prezioso che possediamo. Scaffali e scaffali di librerie sono occupati (nei negozi e talvolta anche nelle nostre case) da manuali che consigliano metodi più o meno efficaci, scientifici e bizzarri per recuperare il cosiddetto “tempo perduto”, come se fosse oggettivamente misurabile un gesto che ne fa perdere. Chi decide che fare una cosa piuttosto che un’altra è una perdita di tempo? Ad ogni modo, questa concezione del tempo si riflette non solo sul mondo del lavoro, ma anche in quello degli affetti. Prendersi cura di un anziano, di un malato o di un bambino richiede sempre del tempo: del tempo…

  • Attualità

    L’umanità di gregge: quando la produttività diventa più importante

    Non ho letto l’originale inglese della frase di Boris Johnson, in cui il Primo Ministro inglese si augurava il «raggiungimento dell’immunità di gregge attraverso l’infezione del 60% degli abitanti del Regno Unito» e supponeva che la popolazione avrebbe dovuto «abituarsi a perdere i propri cari», quindi mi riservo il dubbio di immaginare (sperare?) che si tratti di una traduzione sciatta e acchiappaclick. Quella frase però terribile, presuntuosa e vanitosamente provocatoria, ci permette di andare più a fondo su un tema di cui sarebbe il caso iniziare a parlare: quello del rapporto tra civiltà, cultura e produttività. I tanti giovani fuggiti dai loro borghi del Sud Italia, per ritrovarsi in appartamenti…

  • Attualità

    Che ne sarà di noi dopo la quarantena?

    Uno degli argomenti di conversazione preferiti della nostra ipercinetica società è: “come si vivrà in quarantena?”. Pascal diceva che l’uomo è infelice perché non sa starsene da solo seduto nella sua stanza, e qualcuno ha scritto citando questa frase che non c’è niente di male a starsene seduti buoni e zitti per una quindicina di giorni. Tralasciando le battute più o meno becere su mariti che si rilassano a casa lontano da lavoro, moglie e figli e che si godono la tv via cavo in calzini di spugna e canotta per quindici giorni (meglio il virus, suvvia), la quarantena ha avuto il merito, forse l’unico considerando il disastro che ciò…

  • Collaborazioni,  Natura

    Fine dell’inverno a Passo San Leonardo

    È strano trovarsi a scrivere di un inverno mai iniziato quando la primavera già schiude i fiori sugli alberi di mandorlo. L’ultima neve, un sottile velo di bianco sulle foglie cadute, si è rivelata soltanto in alta montagna. La prima di questo breve inverno e anche l’unica. Con le sue poche tracce sparse sul terreno come chiazze di glassa, sono apparsi più nitidi i colori della natura. I boschi rosati, il fondale tappezzato d’erba giallastra, i tronchi bruni, e le siepi rossastre. In fondo al sentiero c’era un tholos di pietra, grigio e scurito dal muschio. Durante gli inverni passati la neve ricopriva queste costruzioni fino a renderle invisibili: collinette…

  • Collaborazioni,  Fiabe

    La vera storia di Frozen

    Sarà capitato anche a voi di chiedervi: ma Frozen da dove viene? Piuttosto strana per essere una fiaba, un po’ sui generis anche per trattarsi di un cartone Disney: una storia decisamente tutta al femminile, dove sin dal principio non si capisce molto bene chi sia l’antagonista (dove sono andate a finire le buone vecchie funzioni di Propp?). Ma che ci crediate o no, anche Frozen in passato è stato una favola. Pronti a scoprire quale? In occasione dell’uscita al cinema di Frozen 2, io e Chiara di Bisticci di parole abbiamo pensato a questa collaborazione… da favola, per raccontarvi la vera fiaba che si cela dietro il tanto amato…

  • Cucina

    Le “Sfogliatelle” abruzzesi: la ricetta

    Dire sfogliatella non vuol dire soltanto tradizione partenopea, perché in Abruzzo ne esiste la variante fruttata, con il ripieno di marmellata “scura”: di amarene, di susine, e soprattutto di schrucchijata d’uva, nota anche a Lama dei Peligni come “ragnata” d’uva. Sì, perché la tradizione vuole che la sfogliatella trovi le origini proprio a Lama: borgo ai margini del parco della Majella, dove la Sfogliatella nacque più di un secolo fa. L’impasto e la farcitura, riadatti con ingredienti locali, fanno della sfogliatella un dolce morbido e gustoso, insaporito dall’aroma prezioso delle mandorle e da un pizzico di liquore. Cominciate col disporre un kilo abbondante di fare su una «spianatora» di legno.…

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